Il mercato energetico entra nella stagione fredda con un segnale che gli analisti definiscono “di cauta tensione”. Il PSV, l’indice di riferimento per il gas in Italia, oscilla stabilmente tra 0,50 e 0,60 €/Smc, riflettendo una combinazione di fattori: scorte europee elevate, domanda residenziale in crescita e un quadro geopolitico che resta fragile.
Per i condomìni italiani, questo significa un inverno in cui la gestione del riscaldamento – sia esso autonomo, centralizzato o in teleriscaldamento – richiederà attenzione e capacità di adattamento.
Le proiezioni climatiche per l’inverno 2026–2027 indicano un quadro anomalo:
- temperature superiori alla media stagionale tra +0,5°C e +1,2°C,
- fasi di freddo intenso ma brevi,
- precipitazioni irregolari e concentrate,
- rischio neve ridotto in pianura ma più frequente in quota.
Un inverno “a fisarmonica”, capace di alternare giornate miti a improvvise irruzioni artiche. Per il settore residenziale questo si traduce in consumi termici difficili da prevedere: settimane con impianti quasi fermi, seguite da picchi improvvisi che aumentano la domanda di gas e mettono sotto pressione le reti.
Il PSV resta il principale indicatore per stimare l’andamento dei costi del riscaldamento domestico.
Gli scenari più accreditati prevedono:
- un PSV compreso tra 0,48 e 0,62 €/Smc nel trimestre invernale,
- possibili rialzi in caso di ondate di gelo prolungate,
- stabilità relativa se le temperature rimarranno sopra la media.
Per gli impianti condominiali a gas, questo significa che la spesa termica potrebbe rimanere superiore ai livelli pre-crisi, pur senza gli shock degli anni 2022–2023.
Il teleriscaldamento, presente in città come Milano, Torino, Brescia, Bergamo, Sesto San Giovanni e molte altre, segue una logica diversa rispetto al gas tradizionale.
I prezzi non dipendono solo dal PSV, ma da un mix di fattori:
- costo del gas per le centrali di cogenerazione,
- costo dell’energia elettrica,
- quota di calore recuperato da impianti industriali o termovalorizzatori,
- politiche tariffarie dei gestori locali,
- inflazione e costi operativi.
- Gli operatori del settore indicano tre linee di tendenza:
- Stabilità moderata: grazie alle scorte europee e a un PSV meno volatile, le tariffe non dovrebbero registrare aumenti bruschi.
- Possibili ritocchi al rialzo: se il PSV supererà stabilmente 0,55 €/Smc, i gestori potrebbero adeguare le fasce tariffarie.
- Maggiore variabilità: alcuni gestori stanno introducendo modelli tariffari più dinamici, legati ai costi reali di produzione del calore.
Per gli amministratori, la stagione termica richiederà:
- monitoraggio costante delle curve di consumo,
- attenzione alle fasce orarie di accensione,
- comunicazione trasparente ai condomini su eventuali adeguamenti tariffari,
- valutazione di interventi di efficientamento per ridurre la dipendenza da gas e teleriscaldamento.
Chiaramente questa e’ una proiezione per dare un idea di quello che ci aspetterà il prossimo inverno cosi da prepararsi al meglio per affrontarlo.
