Conto Termico 3.0, svolta verde per condomìni e comunità energetiche: incentivi più ampi e tecnologie integrate

Per chi non è del settore, il termine “Conto Energia” può suonare tecnico, distante. In realtà, si tratta di uno dei pilastri della politica energetica italiana degli ultimi vent’anni. Nato nel 2005, il Conto Energia è stato il primo grande programma nazionale per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in particolare dal sole. Grazie a questo meccanismo, migliaia di famiglie, imprese e condomìni hanno potuto installare impianti fotovoltaici ricevendo contributi economici proporzionali all’energia prodotta.

Nel tempo, il Conto Energia ha evoluto la sua forma. Oggi, non esiste più nella versione originaria, ma ha lasciato spazio a strumenti più moderni e articolati, come il Conto Termico, pensato per promuovere l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. In altre parole: non più solo pannelli solari per produrre elettricità, ma interventi che migliorano il comfort degli edifici e riducono i consumi, come pompe di calore, isolamento termico, sistemi di domotica e, da oggi, anche colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Con l’approvazione definitiva del decreto da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, entra ufficialmente in vigore il Conto Termico 3.0, il nuovo schema di incentivazione che aggiorna e amplia il precedente modello 2.0. Un cambiamento sostanziale, che punta a rendere la transizione energetica più inclusiva, concreta e vicina alle esigenze di cittadini e territori.

Tra le principali novità, l’estensione degli incentivi anche al terziario privato, agli enti del Terzo Settore e alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che potranno accedere al meccanismo per interventi su edifici non residenziali e configurazioni di autoconsumo collettivo.

Accanto alle tradizionali pompe di calore e impianti solari termici, il Conto Termico 3.0 apre per la prima volta agli impianti fotovoltaici, ai sistemi di accumulo elettrico e alle colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Tuttavia, questi ultimi non saranno incentivati come interventi autonomi: per accedere ai contributi, dovranno essere abbinati alla sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche, che diventano così l’intervento “trainante”.

Una scelta che riflette la volontà del Ministero di promuovere un ecosistema energetico coordinato, in cui edificio, impianto e utente siano parte di un sistema integrato e intelligente.

Il decreto prevede anche un aggiornamento dei massimali di spesa e delle percentuali di copertura, con incentivi che in alcuni casi potranno arrivare fino al 100% dei costi ammissibili. In particolare, per edifici pubblici situati in piccoli comuni, scuole e strutture sanitarie, il contributo sarà più generoso.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è stato incaricato di aggiornare il portale informativo e le regole operative, con l’obiettivo di semplificare le procedure di accesso e rendere il sistema più trasparente e accessibile.

Per i condomìni, il nuovo Conto Termico rappresenta un’occasione concreta per avviare interventi di riqualificazione energetica, ridurre i consumi e valorizzare il patrimonio immobiliare. L’installazione di pompe di calore, impianti solari termici e sistemi di building automation può portare a risparmi significativi sulle bollette condominiali, migliorando al contempo il comfort abitativo.

Inoltre, grazie all’apertura alle CER, i condomìni potranno partecipare a configurazioni di autoconsumo collettivo, condividendo l’energia prodotta e beneficiando di tariffe agevolate.

Il Conto Termico 3.0 si inserisce nel quadro più ampio del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e delle direttive europee in materia di decarbonizzazione. Con un budget annuo di 900 milioni di euro, di cui 400 destinati alla pubblica amministrazione e 500 ai privati, il nuovo schema punta a rendere la transizione energetica più inclusiva, capillare e concreta.

Una svolta che, se accompagnata da una comunicazione efficace e da una rete di operatori qualificati, potrebbe trasformare radicalmente il panorama energetico italiano, portando l’efficienza e la sostenibilità al centro della vita quotidiana di cittadini, imprese e territori.